Dati Mobile Commerce 2013: è boom!

Nel 2013 la percentuale degli acquisti effettuati tramite smartphone ha registrato un dato sorprendente pari al 289% facendo divenire il Mobile Commerce il fattore trainante dell’E-commerce italiano il quale si prevede registrerà una crescita del 17%, per tutto il 2014. Ma la corsa del Mobile Commerce non accenna ad attestarsi. Il dato, infatti, sta registrando, un’ulteriore crescita dell’85% nel presente anno, passando negli due anni da un valore di 164 milioni a 1,2 miliardi di euro.

A suscitare il boom del Mobile Commerce è il possesso eclatante di smartphone degli italiani. Quasi i due terzi (il 64,1%) ne possiede uno incrementando l’utilizzo di applicazioni retail e di siti di e-commerce che è salito al  74,8%. Non si tratta di un boom temporaneo ma, vista la forte penetrazione degli smartphone nel nostro Paese, ciò assicurerà continuità e crescita al settore.

I settori che stanno presentando una maggiore crescita rispetto al 2013 sono:  l’informatica (+32%), l’editoria (+28%), il grocery (+23%), l’abbigliamento (+21%) e il turismo (+11%). In crescita del 21% l’export, composto per il 33% dall’abbigliamento e per il 54% dal turismo, per un valore totale di oltre 2 miliardi di euro.

A crescere sono anche i pagamenti elettronici e l’intenzione di completare l’acquisto dopo aver visionato un prodotto su un dato sito web, grazie anche alla ricerca e al facile reperimento di informazioni eseguita da parte dell’utente prima dell’acquisto.

Roberto Liscia, Presidente di Netcomm- Consorzio del Commercio Elettronico Italiano, afferma, “stiamo finalmente, assistendo a un forte interesse delle imprese, in particolare del Made in Italy e della grande distribuzione, che si sono rese conto delle grandi opportunità che il digitale può offrire in un momento in cui i fattori recessivi stanno mettendo in discussione i modelli di business e di vendita tradizionali. Molti progetti sono in fase di avvio in settori che finora erano rimasti indecisi senza intervenire con strategie di sviluppo innovativo. In particolare, vale la pena di sottolineare che oltre all’abbigliamento, che è stato sicuramente il motore dello sviluppo degli ultimi anni, anche il food e l’arredamento hanno cominciato il loro percorso”.

Tuttavia, nonostante il trend positivo, l’Italia riscontra ancora un ritardo nella crescita dell’e-commerce rispetto ad altri Paesi europei. Afferma Liscia, “Il ritardo, malgrado i fattori positivi che stiamo osservando, però, rimane e l’Italia è ultima in quasi tutte le classifiche su tutti i fattori che condizionano lo sviluppo. Le imprese che vendono online sono solo il 4% del totale, l’accesso alla banda larga rimane carente e la copertura finanziaria per gli investimenti necessari sono ancora un interrogativo non risolto. I servizi digitali della pubblica amministrazione sono pochi, frammentati e di difficile accesso e soprattutto una fetta ancora consistente di italiani ha ancora paura ad effettuare acquisti on line”.

In un contesto sociale in cui la via digitale è diventata imprescindibile, ciò che occorre, è incentivare maggiormente le imprese a competere online.

 

Foto by: Netcomm