La risposta a questa domanda, occorre dire, è oscura per la maggior parte di coloro che fanno business on line.

Sicuramente la cosa più saggia da fare per ottenere la risposta a questa domanda è contattare il proprio consulente di fiducia, il proprio commercialista o eventualmente l’agenzia delle entrate.

In ogni caso possiamo dire che la risposta a questa domanda è ‘NO’. Nel caso in cui la vendita sia ‘indiretta‘ ovvero che alla transazione on line segua una spedizione di merce fisica separata. La cosa cambia completamente nel momento in cui on line vendiamo servizi o software che vengono acquistati e pertanto la transazione si può considerare chiusa nel momento stesso dell’acquisto.

Come riportato sul sito dell’AICEL (associazione italiana commercio elettronico), le vendite online sono riconducibili alle vendite per corrispondenza e quindi senza obbligo di fattura come previsto nell’articolo 22 del d.P.R. n. 633 del 1972, e senza obbligo di emissione di scontrino fiscale come previsto nell’articolo 2, lettera oo), del d.P.R. 21 dicembre 1996, n. 696.
Questo significa che la spedizione di merce senza documenti fiscali allegati è consentita.

Come si fa a tenere controllata l’evasione fiscale on line?
Il proprietario del negozio online è obbligato a tenere traccia delle transazioni (che essendo online sono tracciabili e riconducibili, vedi modalità di pagamento con carta di credito, bonifico) in un registro i dati di tutti gli acquisti/transazioni effettuate (registro corrispettivi – previsto dall’ articolo 24 del d.P.R. n. 633 del 1972).