Il giro d’affari nazionale dell’e-Commerce vale circa 12 miliardi e le previsioni di crescita sono al rialzo. La strategia di Yoox e il centro di Bologna.

Milano. L’ e-commerce in Italia vale circa 12 miliardi di euro ed il numero di compratori è prossimo ai 15 milioni di utenti.
Gli studi più recenti rilevano una crescita tra il 12% e il 18% del valore delle vendite online, a fronte del 2% in meno dei consumi totali.
Tuttavia il mercato italiano è tuttora un quinto di quello inglese, un terzo di quello tedesco e quasi la metà di quello francese.

Ciononostante i principali player del settore attribuiscono all’Italia un importante potenziale di crescita.
La dimostrazione sta evidentemente nelle scelte logistiche dei principali player internazionali: Amazon in primis, che dal suo ingresso in Italia nel 2011 a partire da un magazzino di 23.000 metri quadri a Castel San Giovanni (PC) è cresciuta sino agli attuali 40.000 e conta a breve di espandersi di ulteriori 70.000 metri quadri.
Indubbiamente i driver di successo per la logistica dell’ecommerce sono la massa critica e la flessibilità operativa.
In primo luogo per essere un etailer di successo come Amazon occorre offrire una gamma amplissima di prodotti, al fine di migliorare di pochi punti decimali l’indicatore chiave di complessità di questo business: il numero medio di pezzi ordinati da un singolo cliente.

Questa variabile operativa è direttamente proporzionale al costo logistico di magazzino e trasporto che, per gran parte dei soggetti presenti nel canale B2C, varia dal 10 al 20% del loro fatturato. Con volumi elevati in partenza da un unico sito, baricentrico rispetto ai mercati da servire, è possibile infatti spuntare tariffe molto basse di consegna a domicilio, prossime al costo di un francobollo, facendo leva sul potere contrattuale verso i principali express couriers che si contendono il mercato dell’home delivery.

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Per quanto riguarda la flessibilità, la maggior parte dei player è molto attenta alla ricerca di “soluzioni logistiche scalabili” a vale a dire con opportunità di crescita dimensionale e prestazionale realizzabile in poco tempo, con ridotti switching cost e senza significativi impatti sull’operatività.
Questa è stata la strategia modello “Lego” seguita da Yoox, l’azienda italiana leader nel B2C dei principali brand della moda, che dall’inizio di quest’anno ha completato con un processo di potenziamento a fasi successive del proprio centro logistico di Bologna, presso l’Interporto, che si estende complessivamente su oltre 70.000 metri quadrati di spazi, cui si affiancherà nel 2014 un ulteriore impianto di circa 20.000 mq dedicato alle calzature.

A differenza di quanto avviene a Piacenza nel magazzino di Amazon, la specializzazione nel fashion, e quindi la minore varietà di articoli trattati, e lo scontrino medio più elevato hanno consentito a Yoox di intraprendere la strada della totale automazione dei processi logistici, con l’obiettivo di perseguire un triplice obiettivo: supportare la crescita attesa dei volumi, offrire ai clienti un servizio di assoluta eccellenza e migliorare l’efficienza operativa a beneficio della profittabilità del business.

Il progetto, del valore considerevole di 25 milioni di euro (considerato il fatturato del gruppo) ha visto l’introduzione di un livello elevato di automazione nelle attività di stoccaggio e prelievo di prodotti, un sistema innovativo di picking e packing, il tutto associato all’impiego della tecnologia Rfid in ogni fase del processo: dall’arrivo del capo, attraverso la fase di photo-shooting altrettanto automatizzata fino allo stoccaggio e all’allestimento degli oltre 2,6 milioni di ordini evasi nell’ultimo anno.

I benefici derivanti dall’investimento vanno dal notevole incremento di capacità di movimentazione e stoccaggio dei prodotti alla riduzione dei costi logistici sui ricavi dal 10,2% a fine 2010 al 8,7% nel 2012. Il ritorno dell’investimento è così eclatante che sono previsti ulteriori investimenti in logistica pari a circa 30 milioni di euro nell’arco temporale 2013-2015. In assenza di automazione gli e-tailer e i loro operatori logistici sono costretti a rincorrere la domanda, i cui picchi si rilevano durante i week-end e nei periodi prefestivi: nel sito di Amazon i 300 lavoratori di media diventano a 500 nel periodo natalizio.

Ne sa qualcosa Geodis, multinazionale francese della contract logistics con numerose referenze nel settore dell’ecommerce, che ha recentemente inaugurato, guarda caso a Piacenza, un magazzino semi-automatico di 20.000 metri quadri per qvc, leader mondiale nello shopping multicanale, da cui si prevede un flusso in uscita di oltre 40.000 pezzi al giorno. Anche QVC ha quindi deciso di investire nel nostro Paese e di avvicinare la logistica, il servizio ma soprattutto lo stock, ossia il capitale circolante, alle esigenze dei clienti italiani.
E se questa è la strada per il successo nell’e-commerce, allora c’è da attendersi che altri grandi player internazionali come la tedesca Zalando o la francese Vente-privee investiranno in piattaforme logistiche in Italia per non rischiare di perdere quella massa critica di ordini così determinante per le vendite online. *Direttore del Centro di Ricerca sulla Logistica Università Cattaneo Liuc Gli studi più recenti rilevano una crescita tra il 12% e il 18%